Il caso continua: a quanto pare durante l’omicidio della povera ragazza, lo zio dormiva. Le accuse vanno quindi a concentrarsi sulla figlia. Probabilmente ci andranno di mezzo anche la madre, il cane, l’amichetta del cuore, il bidello dell’asilo e il sindaco del paese.

Non è certo il caso di fare umorismo sulla morte di una persona, questo mai. La strumentalizzazione mediatica dell’omicidio però è molto peggio. In TV si parla solo di questo: Sarah Scazzi su, Michele Miseri giù, omicidio, interrogatorio, bugia, ritrattazione, scandalo, inquirenti, avvocati, cadaveri. In una logica dell’informazione equilibrata, la notizia avrebbe trovato il giusto posto, inserendo un servizio nei telegiornali ogni volta che le forze dell’ordine avessero qualcosa di concreto. Finora c’era lo spazio per tre notizie:
1 – Una ragazza adolescente scompare.
2 – Trovato il cadavere, accusato lo zio.
3 – Lo zio potrebbe essere innocente, accusata la figlia.
E basta. Per un totale di tempo televisivo (incluse eventuali trasmissioni di approfondimento) pari ad una decina di ore nell’arco di un mese. Ma vogliamo veramente parlare di omicidi? Delle guerre di camorra? E degli operai che muoiono ogni giorno nei cantieri? E dei militari in medio-oriente? E in generale di come il 20% della popolazione mondiale siede sull’ovatta mentre li restante 80% è rachitico, ha la pancia gonfia ed ha uno sciame di mosche che gli gira intorno? Ma sti cazzi. E sti cazzi pure di Sarah Scazzi.
Nel frattempo casa Miseri sembra diventata la nuova meta del turismo nazionale. Quella famiglia è già in preda al panico, immaginiamo come si possono sentire ad avere sempre davanti casa un branco di scimmie urlanti microfonate, pronte a travisare qualsiasi cosa gli dicono. Dai giornalisti di cronaca ci si aspetta una certa serietà, sobrietà. Invece questi sono a caccia della lacrima facile, del lapsus di parole sospetto, delle riprese ad effetto. Non basta spiegare cosa sia successo, bisogna montarci una fiction sopra. Far accorrere i curiosi in pullman, allestire la fiera della cronaca nera.
A quel punto si potrebbero accusare le direzioni dalle quali questi giornalisti provengono, che puntando agli ascolti più che ad una sana informazione, spremono ogni millisecondo di benpensiero e indignazione che questi eventi offrono.
E qui si ritorna al punto. Se le televisioni hanno un vantaggio così concreto nell’ammorbarci con queste storie, forse sarà il caso di prendersela con chi, effettivamente, se le guarda. Chi più chi meno, siamo tutti assuefatti dalle vicende dell’omicidio, così come lo siamo stati per casa Franzoni, o per il delitto di Garlasco. La verità è molto più interessante del thriller, le cose si guardano da più lontano, ma in questo modo c’è spazio per il pettegolezzo. E poi, è TUTTO VERO.
La premessa fondamentale è che le nostre vite sono noiose. E il patetico accanimento verso certi fatti di cronaca ci risolleva dal piattume. Questa è l’unica spiegazione che si può offrire. Ne conoscete altre?
Sarebbe il caso di coltivare interessi, sviluppare la creatività, mettersi in gioco personalmente in attività da cui siamo attratti. A quel punto avrebbe poco senso fare il circo dei pagliacci intorno alla morte di un’adolescente.
cazzo si.
Ciao Pieroit, condivido i concetti esposti nel tuo post. Prescindendo dal singolo caso..dalla singola vicenda assurda o macabra o cattiva che possa succedere a una persona nel mondo..condivido la valutazione sull’utilizzo che della informazione viene fatto da chi..in teoria..l’informazione (quando reale, e soprattutto confermata) dovrebbe divulgarla. Provo ribrezzo per quelle “scimmie urlanti dotate di microfono” come giustamente hai definito questi giornalisti e credo che..l’unica cosa da fare..è regolamentare. Creare leggi speciali per cui..se un giornale/giornalista/direttore “crea disagio” a un singolo..quest’ultimo soggetto deve pagare; se si forniscono informazioni pretestuose o fuorvianti..chi le mette in giro deve pagare. Il magistrato ha il dovere di fare domande e fornire risposte…il giornalista serio..non deve fare domande..ma riportare in modo asettico e assolutamente fedele i FATTI. Il problema, mio caro amico, è che il sistema informatore-informato è un sistema “corrotto”..in cui quest’ultima figura..spesso non sa fare altro che apostrofare l’informazione..evitando, con particolare cura..di capirla sino in fondo. Un carissimo saluto..da uno che.. vuole comprare la TV solo per poter giocare a PES!!!;)
Mitico PES! Lo seguo dal supernintendo, quando si chiamava nientepopodimenoche INTERNATIONAL SUPERSTAR SOCCER xD…
Tutto bene? Ti interessi ancora di AI? Mi trovi completamente d’accordo sul commento, d’altra parte il giornalismo come ogni categoria è piena di stronzi, tra i quali resiste un piccolo gruppo di professionisti preparati e vincenti. Confidiamo in loro
Grazie della visita :*
Piero fai come me e butta via la televisione…l’ho fatto 3 anni fa e ancora non ho avuto occasione di pentirmene
comunque il tuo blog è sempre fantastico.
In effetti sarebbe proprio da non accenderla. Sai che c’è se non guardo amici di maria sto male. ahahah
Grazie per i comply :*
io feci lo stesso 10 anni fa e… idem con patate.