Libertà è potere, distruzione è creatività.

Sembra passato un attimo dal 2001, siamo già qua. Non so scrivere niente di intelligente sulle Torri Gemelle, niente che non sia già stato scritto o detto. Dico solo che non sto più dalla parte del governo americano ormai da un pezzo. Libertà e petrolio sono due facce della stessa monetina.

La libertà è un concetto vago. Ci sono statue e canzoni dedicate alla libertà ma una definizione è impossibile. La libertà di qualcuno è la schiavitù di altri? La libertà è un diritto o un dovere? Boh.

Vedo la libertà come una manifestazione di potere. Se vogliamo fare la vita da nababbi prima o poi ci toccherà bombardare qualcuno, prima che lui bombardi noi. Sai com'è, giochi a somma diversa da zero, le risorse sono limitate. Tizio vuole la mela di Caio, non metà, la vuole tutta. Di dividerla non se ne parla proprio.

Mi sono di recente ribellato ad una situazione in cui non mi sentivo libero. Fin dall'asilo ti promettono una felicità che viene abilmente postposta all'infinito.
Fai il bravo che andiamo al parco.
Ascolta la maestra che ti compro il giocattolo.
Prendi un bel voto che ti segno a calcio.
Fai la maturità per bene e ti pago il viaggio.
Studia e avrai un lavoro. (qui comincia a funzionare poco)
Lavora e avrai una promozione, un contratto, una casa, una famiglia. (meh)
Questo meccanismo sarà pure universale, ma non lo accetto più. Diventare adulti vuol dire anche essere indipendenti dal sistema carota-bastone che ci guida fin dall'infanzia. Credo che la benevolenza e il rispetto delle attitudini siano molto più potenti. Un mio amico sostiene che le persone intelligenti si adattano; secondo me le persone intelligenti fanno tante altre cose, tra cui non adattarsi. Ribellarsi, soffrire la frustrazione, impastarla in un'idea, creare.

Per me è il momento di ricominciare da capo. Ancora.
Ho tanta paura di attaccarmi a ideali e possibilità che sono solo nella mia testa, ma sono sollevato dal fatto che posso fare di testa mia. Si realizza il sogno di stare a feedback continuo con l'ambiente, senza mediazioni. Senza capi, commissari, burocrati e carabinieri, che prima o poi ritorneranno comunque. E allora ricomincerò.
Il bello di ricominciare è che puoi cambiare quello che non ti piaceva fin dalle fondamenta. Molti anziani (di anagrafe o di testa) sono convinti che l'unico modo per migliorare le cose sia costruire su quello che c'è già. Si trovano nel tempo a rattoppare strutture enormi, che traballano di fronte ai cambiamenti del mondo. Si prosciuttano gli occhi per paura dell'ignoto. Ma quando le toppe non bastano c'è da rimboccarsi le maniche e ripartire dall' a b c. La perfezione è un'ideale da tiranni.

Fanculo la repressione e il controllo. Ogni innovazione che si rispetti muove dalla distruzione di altro. Vedi le leggi fisiche sull'entropia. Vedi la storia degli esseri umani, delle civiltà, delle culture, delle scienze. Purtroppo la distruzione è difficilmente benevola, fa sempre male a qualcuno. I sensi di colpa mi hanno convinto che fossi io a pretendere troppo, a essere - appunto - distruttivo. Ho finito per distruggere me stesso, quasi in modo definitivo. Per cui adesso mi prendo la libertà di "distruggere" e cercherò di farlo nel modo più elegante possibile.

Il mio a b c è fatto di due passioni: arte e tecnologia. Mi piace costruire simulazioni al computer, scrivere i pensieri su internet, recitare in una fiction di pupazzetti, mi piace tutto ciò che mi permette di esprimere la vita che è intorno a me e dentro di me. Il grande Alan Watts affermava:

"You are an aperture through which the universe is looking at and exploring itself."

Cioè: sei parte del tutto. In breve, la libertà è anche potere di distruggere e la distruzione è alle fondamenta della creatività.

Grazie per aver letto il mio trattato di filosofia quotidiana. Se hai trovato un senso in questo tetris di parole, spero vorrai ricambiarle.

Posted in Generale, Notizie, Random, Scrittura | Tagged , , , , , , , , , , | 1 Comment

ELYSIUM, schizzi di piacere fantascientifico

Nel 2154 il mondo è diviso in due classi sociali:

- i poveri, ammassati sulla Terra e repressi dalle macchine, senza diritti nè cure mediche.
- i ricchi, in orbita su una stazione spaziale di super lusso, Elysium.

Max (Matt Damon) è un ex-criminale che ha deciso di rigare dritto. Dopo un incidente in fabbrica si ritrova con soli 5 giorni di vita, e decide quindi di andare a curarsi su Elysium, ad ogni costo. L'eroe del film è fortunatamente una persona con dei difetti, delle sfumature. Il mondo in cui vive è popolato di esseri di cui è difficile dire se siano "buoni" o "cattivi". Queste imperfezioni sono uno dei punti di forza del film e vanno in barba ai vari superman, ironman, batman e bla-bla-man.

Società

Nel sistema politico immaginato da Neil Blomkamp non esiste la classe media: o sei uno scarafaggio oppure sei uno sceicco. La scomparsa della classe media è un tema parecchio dibattuto dai futurologi, come conseguenza di un uso sfrenato di capitalismo e tecnologia*. Ho una mia opinione a riguardo.

macchina di lusso favela

Per andare su Elysium il nostro eroe si affida ai contrabbandieri di vite, similmente a come i nordafricani si affidano agli scafisti per trovare salvezza in Europa.
Insieme al tema dell'immigrazione clandestina, la disparità di cure mediche tra ricchi e poveri è uno degli aspetti più calcati. Sulla Terra si muore per malattie che su Elysium vengono curate in pochi secondi.

Il tema della tecnocrazia/robocrazia è solo sfiorato, ma con gusto. Una delle scene fondamentali del film ruota intorno al riavvio di un sistema operativo, che a sua volta gestisce le intelligenze articificiali e i robot di Elysium. Bel tocco di classe anche l'organizzazione tecnologica dei criminali. Apprezzabili i rimandi alla simbiosi uomo-macchina, alle protesi artificiali, alla chirurgia robotica.

Tecnica

La computer grafica è da urlo, completamente fusa con le movenze degli attori. Le riprese sono fintamente amatoriali, scosse e storte soprattutto nelle fasi di azione. L'espediente regge bene ed è uno degli assi nella manica di Blomkamp (vedi District 9).
Il realismo dei particolari è agghiacciante. All'inizio del film un bambino maneggia una moneta da 5 dollari, a ricordare l'inflazione. Le sentinelle volanti sono ispirate ai quadricotteri. Le armi sono tutte verosimili, in particolare l'esoscheletro. I pezzi dei robot e delle navi sono credibili come evoluzioni delle attuali tecnologie.

baraccopoli elysium

Gli ambienti della baraccopoli terrestre sono ben distinti dal lusso della stazione spaziale. Nella prima tutto è vecchio, impolverato, unto, consumato. Nella seconda si ammirano prati all'inglese, materiali pregiati, minimalismo tecnologico. In entrambi i casi c'è stata ricercatezza e inventiva. Tanto per fare un esempio, la lingua parlata sulla Terra è lo spagnolo, mentre su Elysium si parla francese.

Amore

Non poteva mancare una storia d'amore trasversale alle vicende di guerra civile. Ci sono anche dei bambini di mezzo, utilizzati in modo un po' troppo sfacciato per strappare la lacrimuccia. Il finale è dei migliori e conferma l'intento di Elysium di stimolare gli occhi per poi far girare le rotelle del cervello.

Conclusioni

Elysium si distingue per essere un connubio riuscito tra fantascienza da riflessione (provocatrice su questioni economiche, sociologiche, politiche e ambientali) e fantascienza da popcorn (robot che esplodono colpiti da laser e astronavi che fiottano nello spazio). Mischiare i due stili poteva risultare in un film che non fosse nè carne nè pesce. Invece Elysium è un piacere per il cervello, per gli occhi e anche per il cuore. Vince per la cura dei dettagli, i temi sociali scomodi, la plausibilità delle tecnologie, l'armonia delle riprese e dei ritmi narrativi.

elysium

Per uno cresciuto a pane e Urania come me è un piacere vedere la fantascienza d'autore ricevere finanziamenti e visibilità. Ode a Blomkamp per essere riuscito nell'impresa. Guarderò molte volte questo film, come già fatto con District 9, film dello stesso regista che tratta il tema del razzismo. Per approfondire clicca qui (grazie Luca!)

L'ultima volta che ho provato una tale meraviglia al cinema non avevo ancora i peli pubici. Consigliato al 100%.

* Nel mio libro partirò da presupposti simili, anche se ho immaginato conseguenze totalmente diverse. Secondo me la classe media rimane e l'economia viene tenuta in piedi monetizzando i rapporti umani.

Posted in Generale, Notizie, Tecnologia | 2 Comments

Montessori, ti amoMontessori, I love you

Facciata della mille lire

Da bambini ci lanciavamo al bar con in mano una banconota da 1000 lire tutta stropicciata, per slinguazzare un calippo alla fragola. La signora che ci sorrideva dalla banconota si chiamava Maria Montessori. Il suo più grande merito è quello di aver messo a punto un metodo educativo, che si chiama nientepopodimenochè: "metodo Montessori".

Al contrario del moderno sistema educativo, che prevede l'insegnamento delle stesse materie a tutti i bambini, il metodo Montessori vuole che a ogni bambino sia data la possibilità di scegliere il proprio percorso di apprendimento in base alle proprie inclinazioni.

L'insegnante ha il compito di proporre al pupo un insieme di stimoli (matematici, musicali, pittorici, pratici ecc.) e guidarlo nella scoperta di ciò che più gli aggrada, affiancandolo con metodi di istruzione classica. Ciò vuol dire che se un bambino mostra fin da piccolo uno spiccato interesse per le costruzioni, può coltivarlo in modo focalizzato e costante arrivando ad occuparsi di architettura o ingegneria meccanica già da adolescente. Mentre questo studia la fisica, la bambina che ha piacere nel ballare può imparare le basi del ritmo, degli stili di danza e della coreografia. Entrambi contribuiranno al benessere di tutta la società portando nel mercato del lavoro delle abilità coltivate fin da piccolissimi, che loro stessi hanno scelto.

Il concetto è potente perchè invece di avere una scuola di stile industriale, in cui i ragazzi sono trattati come scatole da riempire, si punta ad un'istruzione personalizzata, mirata a dare (e ottenere) il meglio per ogni singolo talento. Per questo la Montessori ha proposto classi di età mista: ognuno impara al suo ritmo, interagisce con gli altri bambini favorendo apprendimento trasversale e creativo, nonchè una sana interazione sociale e competizione ridotta al minimo.

Sebbene potente, il metodo Montessori è costoso. Credo sia questo il motivo per cui abbiamo tenuto la faccia di Maria sui soldini ma non ce la siamo cagata più di tanto al Ministero dell'Istruzione.
Metodo Montessori vuol dire un rapporto insegnanti:studenti di 1:4 o 1:5. Vuol dire scommettere sul talento dei bambini con venti, forse trenta anni di anticipo.

montessori kids

Queste sono le facce di alcuni "bambini Montessori", ossia adulti che da piccoli hanno frequentato una scuola in cui si applicava il metodo Montessori (si tratta di scuole private purtroppo). Nell'ordine, sono i fondatori di Facebook, Microsoft, Google, Amazon.

Ho tenuto in mano le 1000 lire milioni di volte, sempre visto la faccia di questa signora, e mai mi è passato dalla mente che fosse la madre di idee così innovative. Sono convinto che le spese necessarie a formare una generazione di bambini Montessori siano di gran lunga ripagate dai loro contributi nell'età adulta.

mille lire

Quei bambini potevamo essere noi, ma la nostra occasione è sfumata. Per questo dobbiamo fare di tutto perchè i nostri cuccioli (figli, nipoti, amici) abbiano accesso ad un'istruzione in grado di potenziare i loro talenti innati. In un mondo ideale tutti dovrebbero ricevere tale privilegio.

Lo stile della Montessori può essere seguito anche dagli adulti. Nel mio piccolo cerco di utilizzarlo ogni giorno, imparando sempre cose nuove anche se non ho idea di come utilizzarle in modo pratico (leggi "economico"). Seguo l'istinto e il piacere di apprendere, fine a se stesso.
Vi suggerisco di provare, perchè alla lunga tutto si combina in un bellissimo puzzle di cui adesso si possono vedere soltanto i pezzi... ma la meraviglia è assicurata.

Posted in Generale, Random | 3 Comments

Primi elementi del libroFirst elements on the book

Sto scrivendo un libro sul serio.
Iniziare è stato difficile ma adesso che ho cominciato voglio andare fino in fondo.

Bilanciando i gusti personali con quello che ho imparato negli anni scorsi, ho deciso che scriverò una storia di fantascienza. Lavorare come ricercatore in robotica mi ha dato una visione della tecnologia e della scienza che possono rendere il racconto coerente e più  interessante. Per dirla meglio, ho intravisto abbastanza futuro da non doverlo inventare di sana pianta...

Ho diversi fogli di appunti con i personaggi, i temi da trattare, ma soprattutto sul mondo in cui è ambientata la storia. Ho preso spunto in particolare dal visionario Jaron Lanier:

Questo tipo stravagante sostiene che i progressi dell'intelligenza artificiale causeranno la perdita di gran parte dei posti di lavoro. Ad esempio, pensiamo ai postini che sono rimasti col culo a terra dall'introduzione di email e chat. Pensiamo alle pompe di benzina, le casse automatiche, e le automobili che si guidano da sole.
Senza lavoro, la classe media perderebbe potere d'acquisto e nascerebbe un divario enorme tra ricchi e poveri. La sua soluzione è che tutti dovrebbero essere pagati per produrre contenuti online, compresi gli status su Facebook.

Mi spiegherò meglio nei prossimi post, ma la logica è:
fanno tutto le macchine, quindi sono cazzi amari.

Questa sarà la premessa del mio libro, un mondo in cui le attività lavorative sono svolte da robot e intelligenze artificiali. Prendo le distanze da Lanier sulle conseguenze, perchè credo che la classe media resterà intatta... ma come?

I'm writing a book.

It will be a science-fiction book, because I can enrich the story with my experience as a researcher in robotics.

I wrote already many notes on the characters and the plot. A good source of inspiration for the sociological background was Jaron Lanier:

The main point is:

if the machines do all the work, what is going to happen?

I start from the same premises as Jaron to derive very different consequences.

Stay tuned and thank you for reading ;)

Posted in Generale, robotica, Scrittura, Tecnologia | 3 Comments

E se volessi scrivere un libro?---

Ciuao ragazzi, mi rivolgo a tutti i blogger o lettori et viandanti digitali che mi seguono da tempo.

Dopo anni di tentennamenti ho preso coraggio per scrivere un libro, e vorrei sapere cosa vi piacerebbe leggere tra i temi e gli stili che tratto di solito. In particolare:
- demenziale
- fantascienza
- nonsense
- tragico


Sarà snello (sotto le 100 pagine) e chiunque mi darà pareri prima della pubblicazione avrà la famosa copia gratis oltre che la mia gratitudine. Ho intenzione di vendere poi la caccolina a 1 o 2 euro in formato e-book.

Prego di darmi aiuto, anche solo un fischio, perchè sto rischiando le chiappe di brutto. Chi non ha voglia di scrivere nei commenti può trovarmi qui alla velocità della luce.

Per favore, per favore, per favore...

Posted in Generale, Notizie, Scrittura | 2 Comments