Oggi leggevo il giornale alla ricerca di una risposta. La domanda era:
“In Italia un giovane (sotto i trenta anni) su quattro è disoccupato. Sono uno di quelli. Ci ho la laurea con la lode, ho studiato anche all’estero con borsa di studio. Ho mandato centinaia di curriculum ma non mi si caga nessuno. Devo considerarmi io incapace, bamboccione, buono a nulla, perdente? Oppure la colpa è di qualcun altro? E chi è? Come posso rimediare?”
Ovviamente non ho trovato la risposta. Però ho finalmente trovato un modello da seguire, un ideale della persona che un giorno vorrò essere. Tale ideale è incarnato dal nostro amato Presidente del Consiglio. Non scherzo.
Figlio di un banchiere, si è fatto le ossa sulle navi da crociera. Ha fatto strada tra i palazzinari, tra i pubblicitari, tra i politici, tra i massoni. Ma soprattutto, è uno che tromba dalla sera al dì. E’ l’italiano perfetto: comunicatore, traffichino, ma soprattutto marpione.
Si legge sui giornali di feste in villa piene di escort, donne dello spettacolo e della politica, insomma tonnellate di patata al prezzemolo. Tutta per lui. Me lo immagino in piedi in un lussuosissimo salotto, circondato da divani su cui si spalmano calorie di ogni tipo: tette, culi, gambe, caviglie, capelli, pelo, pelo, PELO. Si guarda intorno trastullandosi, e pensa: “dove lo infilo? La mora o la bionda, o la castana? Afro o nordeuropea? Davanti, indietro, sopra, sotto o di traverso? ALL’ARREMBAGGIOOOO!”
Berlusconi scopa più di quanto il maschio medio possa fare in 100 vite. E di una qualità sopraffina. Non facciamo moralismi sul tipo di donne: si chiamino Noemi Letizia, Patrizia D’Addario o Rubi R. (una delle ultime tope, arrivata direttamente dal Marocco). Sono donne stupende; per cui non gli serve studiare o fare chissà che, possono tranquillamente trovare uno stronzo che faccia la fatica al posto loro. Se fossi io stesso una di loro, mi accontenterei di molto meno.
Berlusconi sta avanti, ci prende tutti in giro. Gli va riconosciuto il merito di aver tirato su un harem quasi a livello di quello di Gheddafi, ma a pochi passi dal Vaticano! Un genio.
E a quel punto mi chiedo, ma quanto posso essere coglione? Come ho fatto a credere alle menate sull’onestà, sullo studio, sulla spiritualità, sulla famiglia e il lavoro? Capisco solo ora che è tutto un teatrino, una facciata morale per un retroscena ben più divertente. Nel frattempo viene approvata una legge che vieta di fare l’amore in macchina. E qui non ci sono davvero commenti. Siamo in attesa della legge per cui, sotto un certo reddito, toccherà farsi tagliare via il pisello.
Dio non esiste più da un pezzo, e se esiste si è dato per disperso. La scienza serve a fare i soldi più che a conoscere il mondo. Lo Stato sembra un vecchio con la bombola d’ossigeno vuota, che firma moduli su moduli per farsene dare un altra. Io oscillo tra due sensazioni: una di inutilità, depressione, mancanza, nausea. L’altra è la rabbia, la voglia di violenza, il desiderio profondo di sfasciare tutto.
Siamo i giovani. Il fiore della nazione, messi da parte a marcire e a costruire castelli di sabbia. Perchè ci lasciamo fare tutto questo?






analizziamo :
berlusconio ha soldi
berlusconi è viscido(termine che racchiude almeno tre nefandezze)
la nefandezza peggiore è fare a patti con almeno tre nefandezze
non potrei mai stare con un viscido
il risultato è charo, non si può sfuggire.
ce l’avevo sulla punta della lingua!
“c’è chi si adegua allo stato di cose e chi lo combatte.”cit.
cia o
dfkvjbdkb df gdjnfodnjb dbondobnodbnjdb
Spero di non aver fatto casino con il quoting…
Io sono andato in Olanda, forse hai gia’ capito chi sono. In realta’ ero tra i pochi fortunati con un lavoro fisso a tempo indeterminato, quindi paradossalmente non potevo lamentarmi nella mia situazione. Peccato che il mio stipendio non era sufficiente per pagare le rate dei mobili e l’affitto, non guadagnavo abbastanza per riuscire a mettere qualcosa da parte.
Ora non provo piu’ nemmeno interesse nel raccontare le differenze tra un paese civile e l’Italia, tanto la maggior parte delle persone, quando racconto la mia esperienza, o si incazza (perche’ parlo male della PATRIA) o non mi crede. Tutto il mondo e’ paese, mi dicono. Contenti loro…
Qui sento di poter costruire qualcosa, di poter portare avanti i progetti personali che in Italia non potevo piu’ condurre, ti poter tornare ad essere protagonista della mia vita. Alcuni mi dicono: “sei stato coraggioso a partire cosi’, senza nessuna certezza, senza gia’ un lavoro assicurato”. Io rispondo: “sei piu’ coraggioso tu a rimanere dove sei”.
Mah Piero… io sono sicuro di trombare piu’ di Berlusconi, quantomeno per un fattore anagrafico. E ho anche molte piu’ foto mie in mezzo a tope. Solo che non le pubblicano sui giornali…
Questo ovviamente non toglie che anch’io non capisco perchè mentre gli operai degli anni ’60 avevano una coscienza di classe, i trentenni di oggi non ce l’abbiano e quindi si lamentano ma sono sostanzialmente isolati e potenti.
Ho giusto un canovaccio di idea da seguire. Noi (ehm, io sono piu’ vecchio ma fa niente) siamo cresciuti con l’idea di essere responsabili delle nostre vite, insomma il modello anglosassone. E come tali cerchiamo sempre soluzioni personali ai problemi sociali.
Ma questo funziona se tutta la società pensasse allo stesso modo; visto che invece ci troviamo immersi in una marea di parassiti-vecchi-cialtroni-irresponsabili, siamo solo polli da spennare.
Perché, come disse qualcuno, dieci lupi sono più forti di un leone.
E dove sei andato? La delusione forte per me è proprio quella: vedo che le cose non vanno, provo a reagire ma è come combattere i mulini al vento, quindi me ne vado. Ma che succede se tutti quelli che sono scappati si mettono insieme e creano qualcosa? E qui non parlo di fare banale satira (come quella del post), ma di prendere iniziative che abbiano del bello, che mettano insieme chi si sente oppresso.
Tra l’altro già c’è chi ci lavora. Tempo fa lessi di un corso di teatro gratuito, nel mio comune, finanziato dalla regione e tenuto da un professionista. Ho pensato subito: “cazzo devo sbrigarmi, che ci andranno in seimila, è un occasione d’oro per i giovani del luogo”. Vado lì e trovo una trentina di ragazzini delle medie e superiori. Tutti stupendi, ma pochi. Pochi per una occasione culturale del genere. E non ci voglio credere che ai ragazzi piace più guardare un film che recitare in prima persona.
Sto paese del cazzo mi da i nervi, non glie la fo più.
Sono sul limbo, forse alzo i tacchi pure io…
Beh, come darti torto…d’altronde è quello che i veri potenti hanno sempre fatto, ma in altre epoche in cui, vuoi per maggior potere sulla stampo, vuoi maggior riservatezza, certe notizie non uscivano fuori, o uscivano molto meno; un gianni agnelli, ad es, ha passato anch’egli la vita tra puttanoni, drogre, alcool ecc ma non è stato sputtanato come B.
La cosa davvero interessante di B.è che con lui, forse per la prima volta nelle democrazie moderne, il re è davvero nudo; cioè. il potere dimostra davvero quello che è, e quello che comporta, senza proteggersi nei vari modi che sono stati usati nei secoli (in primis la religione, la morale, la cultura…) B. c’aveva anche provato a costruirsi un immagine tranquilla, ma gliel’hanno mandata a puttane, ed alla fine è uscito che lui rappresenta il vero spirito dell’italiano medio: caciarone, sboccato, traffichino, arrapato perenne, libertino, immorale, un po’ misogino, furbo, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
Sulla fine non concordo, sui giovani: semplicemente perchè i giovani non esistono in sè per sè; è una categoria fittizia della modernità, creata apparentemente per tutelare determinati individui afferenti tale categoria, ma che è in realtà discriminatoria, come per i negri, gli omosessuali, ed in parte le femmine (ma qui è piu’ complesso e sorvoliamo)
Voglio dire, fino a circa 60 70 anni fa, la gioventu’ non era una categoria della vita, c’era l’infanzia, l’adolescenza, al termine della quale, un uomo entrava nell’età adulta, si prendeva le sue responsabilità, iniziava a lavorare e metteva su famiglia; e questo avveniva a non piu’ di vent’anni, se non di meno; tra gli anni 50 e gli anni ’60 si viene a creare un nuovo periodo, la giovinezza, fatta di bagordi, trastulli, sperimentazione di sè in vari ambiti, ma di fatto senza che le scelte siano mai scelte irreversibili; è l’etica del giovane holden, che vorrebbe esser tutto, ma non vuole al dunque esser nessuno; da un lato non ne ha il coraggio, dall’altro egli sa d’esser troppo vasto per esser ingabbiato da un unica forma; questo spesso porterà ad una scelta-non scelta; si è, in definitiva, creata questa area protetta, quasi un parco giochi per infanti, in cui si può giocare insieme ai nostri simili, lasciando che gli adulti facciano la vita vera. Si danno al giovane 10 euri a settimana, e gli si dice: toh, vai a giocare! e lui tutto contento lo fa!
Ma il punto è: a chi interesse la vita vera? chi è interessato ad una vita di responsabilità, di carichi, di lavoro, di mogli, di figli e cani che rompono coglioni, di attività immotivate? non è invero il giovane il vero ideale della vita moderna, quello stato lievemente dimentico di sè, senza responsabilità, che ha pure un alibi che lo protegge (studia) e gli consente di non fare quasi un cazzo?
I giovani sanno perfettamente che, terminata la parte giovanile del proprio tempo, la propria vita diventerà una merda: lavori frustanti, donne che se prima non ce la davano perchè non eravamo abbastanza fighi, ora non ce la danno perchè non abbiamo abbastanza soldi, tempo libero inesistente, stress e via dicendo, inseriti in quel miserevole meccanismo che secondo la linea lavoro-famiglia-pensione porta dritti alla tomba
Ed allora, ci si trova (magari anche incosciamente) a non voler piu’ uscire da questa gabbia dorata, sapendo che difficilmente dopo ci si leveranno soddisfazioni; siamo animali in cattività, allevati in casa o o al piu’ allo zoo, e che sanno che fuori verranno sbranati; non siamo abituati a combattere, e manco lo vogliamo, perchè dall’alto della nostra intelligenza (cazzo, sono secoli che studiamo, dovremo pur esser intelligenti, no?)ci rendiamo conto che manco ce ne frega un cazzo di combattere; altrimenti, se lo volessimo sul serio, se fossimo dei Buck (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_richiamo_della_foresta) piuttosto che dei cani d’appartamento, scapperemmo e ci libereremmo della morsa entro cui siamo stretti; e penseremmo, in consonanza con i greci che è meglio una povertà frutto della libertà, che una schiavitu’ soddisfatta e ben sfamata;
ma la domanda è in ultimo proprio questa:
ci sentiamo novelli Buck, o novelli fido? e ci attira realmente il mondo la fuori, da combattere prendendo a morsi gli altri fintanto che non avremo ottenuto quel che ci compete (in termini di risorse)?
Ci penso spesso a questa linea. In effetti il motivo essenziale per cui non ci prendiamo quello che vogliamo, sta nel fatto che stiamo benissimo così. Per questo parlavo di oscillazioni: mi incazzo, poi mi calmo, ma in fondo sto bene, aspetta ma così è la deriva totale, prendo in mano la vita, non ci riesco o non mi è concesso, allora fanculo, mi incazzo, e così via.
Ottimi spunti, grazie :*
Ero io
Piero, questo accade perche’ i pensieri che tu hai espresso sono percepiti ed interiorizzati solo da un minima, ristretta cerchia di persone. Faci caso: tu hai tanto studiato, hai un sacco di interessi diversi, e sei andato all’estero per studio e lavoro. Come te hanno fatto tanti altri, ma comunque per uno che se la sente di fare queste esperienze, almeno altre 1000 preferiscono guardare Amici.
La maggior parte degli italiani e’ stata educata, soprattutto durante gli ultimi 20 anni di controrivoluzione culturale, ad avere ideali ed obiettivi diversi. Ed infatti, guarda un po’, sono saltati completamente una o due generazioni di “ricambio sociale”: ci sono le stesse persone in politica da 20 anni, ci sono gli stessi manager da 20 anni, ci sono gli stessi direttori dei (tele e non)giornali da 20 anni, ecc. Tutto il potere e’ congelato ed in mano ad una manica di vecchi con uno o piu’ precedenti penali, sostenuti da milioni di persone ingenue ed ignoranti, ma non per colpa loro: sono stati educati cosi’.
Anni fa, vedendo una mostra fotografica di Emergency, rimasi colpito da alcuni disegni realizzati da bambini Afgani. Per loro e’ normale disegnare, sui fogli, persone mutilate e mine antiuomo. Mi hanno impressionato i dettagli. Per loro il mondo e’ questo, hanno sempre vissuto in questa realta’. Vagli a spiegare cos’e’ la pace… Qui in Italia non abbiamo mine antiuomo per strada, ma siamo stati abituati ad altri tipi di concetti sbagliati: che il piu’ furbo e’ una persona migliore, che un nanetto pedofilo mafioso e massone sia un modello da seguire. Che chi paga le tasse e’ un coglione, o che devi urlare e incazzarti e mettere le mani addosso al primo che non ti cede il parcheggio, perche’ i tronisti di uomini e donne fanno cosi’. Forse, non lo so, era un esempio.
Cosi’ ci troviamo che il pedopresidente e’ sostenuto da milioni di persone che in realta’ non sanno nulla di lui, e nemmeno interessa loro: in realta’ non sono sostenitori, sono tifosi. E’ come andare allo stadio.
Ma se a loro il paese va bene cosi’ com’e', benche’ inconsapevoli di quanto accada realmente, che diritto abbiamo noi di fargli cambiare idea?
Per questo me ne sono andato, scegliendo il paese che mi piaceva di piu’.
P.S.: Non so quanto trombi davvero, l’importante e’ che lo si pensi. Io rimango dell’idea che la vita sessuale di un 74enne senza la prostata non sia poi cosi’ movimentata. Come la mia, del resto.
Ti ho risposto sopra, pur avendo messo su io il blog, ancora non ho capito come funzionano i commenti