La scuola ribaltata

La tecnologia sta cambiando la nostra vita quotidiana, spesso in modo inaspettato. Abbiamo in mano dei computer grandi come una merendina, che prendono comandi vocali e ci dicono dove dobbiamo andare se ci siamo persi. La fantascienza è già arrivata.

Leggendo un articolo dell'Internazionale ("La nuova scuola", non riesco a trovare la versione digitale) ho avuto la visione di come la tecnologia stia impattando il mondo dell'educazione e vorrei condividere i miei pensieri. Come intro suggerisco questa animazione:


(versione in inglese qui)

Nella scuola tradizionale un insegnante ripete la lezione davanti ad un gruppo di studenti, facendo lo sforzo immane di tenerli attenti e motivati. La lezione è uguale per tutti, quindi l'insegnante si trova a rattoppare le pezze sia per gli alunni più svegli (che si annoiano), sia per quelli più lenti (che fanno fatica a capire). Finita la lezione gli scolari se ne tornano a casa dove, alla luce di quanto discusso durante la lezione e con l'aituo del libro di testo, affrontano i compiti in autonomia.

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Nella scuola del futuro la situazione si ribalta: i bambini seguono (ognuno per conto suo) il materiale didattico, magari con l'aiuto di un sito internet. Il sito propone allo studente materiale sempre più avanzato a seconda di come se la cava, come succede per i livelli di un videogioco. L'insegnante monitora i progressi degli scolari, e interviene in classe su ognuno (personalmente) per aiutarlo nelle carenze, guidarlo alla scoperta di stimoli nuovi, motivarlo ed ascoltarlo.

Questo è un avvicinamento all'utilizzo del metodo Montessori, che prevede un insegnamento tagliato sull'individuo e le sue attitudini. La Montessori non avrebbe mai ipotizzato che parte del lavoro sarebbe stato svolto da macchine, ma il solo immaginare che l'istruzione "ricca" sia possibile per tutti, mi pare un miracolo. Il miracolo è possibile grazie al basso costo del cloud computing e alla potenza dell'intelligenza artificiale.

Nei paesi anglosassoni ci sono scuole che sperimentano questa modalità educativa. Ci sono siti web che presentano giochi ai bambini, che hanno il pretesto di insegnare le lettere dell'alfabeto, la sintassi e la semantica delle frasi. Ci sono compagnie milionarie specializzate sull'edutainment (videogiochi di educazione adattivi), materiali strutturati per liceali e universitari online. In Italia ci sono centri all'avanguardia sul tema.

Ci sono degli aspetti oscuri nella faccenda. Il primo è che se i computer sostituiscono il ruolo degli insegnanti, ci sarà meno lavoro. Il mercato di questi software per l'educazione è soggetto alle regole del capitalismo, che non sempre sono pro-sociali. E se anche si trovasse un modo per armonizzare insegnamento umano e artificiale, la burocrazia e la politica locale faranno di tutto per bloccare l'innovazione. La "innovazione" agli occhi dei giovani è un'occasione di emergere, ma per i senior è un rischio di perdere occupazione e ricchezza.

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E' importante sottolineare che mai una macchina potrà sostituire un insegnante. Il contatto umano, in particolare quello ci accudimento, è l'unico collante sociale su cui si possa costruire un'educazione degna di questo nome. L'intelligenza artificiale serve a tre scopi:
1) automatizzare le parti statiche dell'insegnamento (quali sono le lettere dell'alfabeto?).
2) presentare il materiale a seconda dei progressi di chi apprende (a qualche bambino serve di giocarci un giorno intero, altri capiscono in dieci minuti).
3) segnalare all'insegnante i progressi e le criticità su cui intervenire (Gino ha problemi a distinguere la E dalla €. Mario ha già completato i giochi e va sfidato su nuovi temi. In entrambi i casi l'insegnante può seguirli in modo individuale e approfondire il rapporto umano).

Spero che ai bambini venga data la possibilità di imparare quello che vogliono ai ritmi che gli sono propri. Spero che gli insegnanti possano dedicarsi alla parte più pura dell'educazione, ossia l'interazione faccia a faccia. Spero che l'innovazione porti nuovo lavoro invece di distruggerlo, e che il beneficio di una migliore educazione sia per tutti.

Il discorso non vale solo per l'educazione dei piccoli, ma anche per quella adulta. Nel mondo del lavoro precario (o meglio dire, flessibile) è necessario reinventarsi di continuo e acquisire nuove capacità da integrare con le vecchie. Scordiamoci la laurea che porta al contratto a tempo indeterminato, perchè è quella la fantascienza. La realtà è fatta di apprendimento incessante, attività differenziate e contratti di lavoro atipici. Le macchine sono onnipresenti e minacciano di sostituirci, ma utilizzate nel modo corretto potrebbero aiutarci a fare quello che ci va veramente di fare.
Buona fortuna.

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