“Ed eccomi, cavaliere dell’era dell’informazione, laureato con lode e disoccupato, con un dito in culo. E magari il dito fosse il mio.”
Fu un momento breve ma intenso, a dire il vero pregno di vissuto emotivo. Mi sovvennero delle immagini nitide, rappresentative di questa bella Italia. Vidi calciatori e veline allontanarsi sempre di più, lasciandomi solo in uno scantinato buio dove nessuno poteva filmarmi o fotografarmi. Vidi intere giornate spese a commentare sconosciuti su facebook mentre il sole riscaldava le persiane chiuse. Vidi decine di curriculum compilati e spediti, speranze disattese, sogni al macello. Vidi un ping pong di lamentele tra i pochi, pigri, assuefatti giovani e l’oceano di vecchi in cui affogavano. Vidi una libertà di azione e pensiero sufficientemente ampia, ma ben recintata appena al di fuori del campo visivo. L’illusione di poter fare quello che ti pare tenendo una benda davanti gli occhi. Vidi un cielo limpido eppur minaccioso, solcato dalle bestemmie. Un Dio assente, ignorante, stizzito, strafatto di oppio. Vidi bipedi ricoperti di dispositivi elettronici, muoversi stressati e assenti, come degli zombie-robot. Vidi delle nudità, delle parole sussurrate con la consapevolezza che sarebbero scomparse, andate in malora.
Vidi, veni, vici, pici-pici tra nemici e traditrici in bici, senza amici con 44 mici per evadere l’ICI.
Per fortuna non dovetti pagare direttamente il dottore per il servizio reso, ma la segretaria. Anche perchè la maggior parte dei dottori si vergognano a chiedere un pagamento ridotto per non sganciare la ricevuta fiscale.
Certo debbo anche essere onesto. Mi piace non fare una sega dalla mattina alla sera. Avere davanti tante di quelle possibilità da rimanerne immobilizzato. L’impasse dettata dalla sicurezza che qualsiasi cosa mi metto a fare, avrò da leccare il culo ad un qualche matusa come se mi stesse donando la vita. Una vita del cazzo passata a studiare, sognando di vincere alla lotteria una fetta di nostra signora, la figa.
La vaga impressione del tempo che scorre anche se sembrava essersi fermato. Sentire di essere diventati adulti senza essere stati giovani, con il dsperato bisogno di tornare bambini. E cose del genere.
Il fatto di assomigliare sempre di più ad una larva o ad un vegetale non giova all’autostima; mettendo a tacere i pensieri e le ambizioni però, va tutto bene. Tutto bene. Sono giovane, bello, libero.
Va tutto bene.
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MI TI CO !!!
Gran bel post,ci sei mancato tanto…
Il problema è che se provi a svegliarsi si incazzano anche…sono cattivi
Bella Piè!!!
:*
prova2
Scegli il paese che ti piace e poi parti. Lo hai gia’ fatto una volta, perche’ giovani brillanti e capaci devono sentirsi forzati ad essere presi per il culo da un paese che non li merita?
In effetti ci sarebbe da rimboccarsi le maniche e fare scelte appropriate. Ultimamente mi sono trascinato un po’… grazie del commentsss
la cosa triste è che sei come i bambini che giocano con la merda, se la spalmano addosso e se la mangiano. lasciala dov’è la tua merda.
Anche Arale giocava con la merda e mi è sempre stata simpatica
La magia dei tuoi post é che sembrano lunghi a vedersi… e poi, in un attimo, li hai letti tutti….
…grazie!
P.S.: sei la prima persona a commentare il blog, hai vinto un milione di miliardi di euro.
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