Campus Mentis: Recensione

Sono uno dei fortunati partecipanti al Campus Mentis 2010. Ho atteso di maturare a fondo le idee per poter stendere una recensione equilibrata e propositiva. Ringrazio sin da ora chi avrà la pazienza di leggere e trarre spunto dalle mie riflessioni.

Logo e motto del Campus Mentis

Realizzato attraverso la collaborazione del Ministero della Gioventù, di ImpreSapiens e di Cegos, il Campus ha lo scopo di far incontrare le grandi aziende operanti in Italia e all'estero con i migliori giovani laureati italiani in cerca di occupazione. Riporto le premesse e gli scopi dell'iniziativa direttamente dal sito dedicato:

Come noto anche in momenti di crisi, le aziende sane e ben consolidate - anche se in difficoltà temporanea finanziaria ed economica - assumono costantemente anche per sostenere il fisiologico turn over presente nelle medie e grandi organizzazioni; pertanto creare meccanismi di orientamento e supporto al lavoro in particolare dei giovani under 35 rappresenta un "dovere" istituzionale secondo quanto disposto dalla Commissione Europea anche grazie all'adozione del Lifelong learning programme.

L'ipotesi di creare un piano nazionale di orientamento dei giovani, di ricerca dei migliori profili e della facilitazione dell'incontro con le imprese potrebbe essere non tanto la soluzione al problema della crisi ancora in atto ma uno strumento di sicura utilità nel facilitare questo presunto avvicinamento.

Ovviamente ancora di più in un momento critico il mercato del lavoro è altamente selettivo e permette l'ingresso ai migliori profili (top talent) dato che da loro ci si aspetta sia nuova linfa sia nuovi approcci utili per superare al meglio tali periodi burrascosi. Dai giovani di alto profilo quindi l'azienda si aspetta molto proprio perché decide di investire in Human Resources nonostante il periodo sia difficile e spesso finanziariamente critico.

Per cui e questo è ampiamente dimostrato l'azienda è si disponibile ad investire ed acquisire nuove risorse, ma a patto che tali soggetti siano il meglio che il settore, il mercato e un paese possa offrire. L'equazione che afferma che in momenti critici servono soprattutto le menti migliori per affrontare il mare in tempesta è particolarmente attuale.

Sviluppare un framework condiviso e distribuito sull'intero territorio nazionale sarebbe quindi l'ipotesi migliore per coinvolgere le istituzioni, le imprese e quindi i giovani di talento che siano in cerca di una professione qualificante ovvero possano rappresentare la classe dirigente del prossimo futuro.

Una risposta concreta ad una necessità reale. Quindi di fondo ci sono ottime motivazioni ed un sano spirito di miglioramento della situazione lavorativa di noi giovani. Il tutto, a fronte di una crisi economica che sembra ormai aver fatto il suo corso, ma che lascia pesanti tracce.

E' innanzitutto un grande onore essere stati selezionati, soprattutto alla luce del fatto che vitto e alloggio più tutte le attività formative sono offerte dal Campus. Vissuta in prima persona l'esperienza si traduce in un breve soggiorno (3 giorni) in un albergo/campus universitario. Si viene ospitati in camere da 2, 3 o 4 persone, in cui si ha la possibilità di stringere relazioni (affettive e professionali) con altri ragazzi in condizioni simili. In mattinata ci si sveglia presto, per fare colazione insieme. Poi si assiste alle presentazioni delle aziende, mini-corsi sul mondo del lavoro organizzati dallo staff o incontri istituzionali. Dopo il pranzo ci sono altre presentazioni e la possibilità di tenere colloqui individuali agli stand messi a disposizione da quasi tutte le aziende coinvolte.

I partecipanti selezionati da Cegos rispondono a criteri molto restrittivi. Solo il meglio: giovani sotto i 29 anni, laureati da poco tempo, quasi tutti con esperienza all'estero. A tali persone il Campus si rivolgeva con l'appellativo di "Eccellenze". Anche in questo traspare la buona fede dell'iniziativa.

Il bacino delle aziende presenti vanta nomi prestigiosi: BNL, Coca-Cola, Deloitte, Microsoft, Pirelli e tante altre. Lo scopo di queste organizzazioni è aumentare i profitti, non fanno beneficenza. Quindi non erano lì per tirarci su, piuttosto tentavano di farsi pubblicità e di procacciare risorse da inserire il più velocemente possibile in meccanismi collaudati. Questo è lecito, ma taglia fuori dal gioco i non-ingegneri (e neanche tutti) e i non-economisti. Quando ci ribellavamo al liceo nei confronti della Prof di latino, con la tesi: "il latino non serve a niente", ci sentivamo rispondere che era benefico alla nostra Forma Mentis. Non al Campus Mentis. E forse il latino, la storia, la filosofia non sono utili nel mondo del lavoro, perchè si tratta di aria fritta. Per questo aspetto sarà utile rifarsi alle parole di Luca Bozzarello, altra carismatica Eccellenza:

Poco interessa a un ingegnere meccanico la scadente e plastificata presentazione di un’azienda produttrice di ottimi panini omologati. E il disinteresse è reciproco. A meno che, disperati dall’inesistente offerta di lavoro, i ragazzi non accettino qualunque cosa: ecco perché genera entusiasmo un’offerta di stage ben retribuito in una multinazionale del tabacco, magari anche in uno storico dell’arte. Il Campus sembra essere il veicolo di un mercato del lavoro malato, in coma, cieco e inerme. Soprattutto vecchio, incentrato sempre sugli stessi settori e incapace di innovarsi. Se l’intento è quello di coinvolgere le cosiddette “eccellenze”, significa che si vuole impiegarle nel loro ambito: altrimenti, che senso ha? Non saranno più eccellenze! E in più si perderà una grave risorsa, una mens. E che impiego può avere un laureato in lettere, in una ditta di spedizioni pacchi? Anche la cultura fa business –nonostante il disaccordo del nostro Ministro Tremonti- se 130 fondazioni private si ritrovano in un convegno a Milano per discutere le nuove strategie di mercato, guidate dal grande Philippe Daverio. Il Campus ha l’aria, piuttosto, di un esperimento per aumentare il portfolio dei portali cercalavoro, oltre che quella di un’anacronistica gita di V superiore.

Consiglio di leggere l'intervento di Luca per intero. Nelle ultime righe riportate vengono nominati i portali per la ricerca del lavoro, che fanno capo alle agenzie del lavoro. Il mio disappunto si rivolge soprattutto a queste. L'idea che vorrebbero dare al pubblico è che salvano i miserabili sanando la piaga della disoccupazione. In realtà il loro profitto è interamente basato sulla scarsità di lavoro: le aziende hanno pochi posti per una marea di candidati, le selezioni sono costose. Per questo ingaggiano le agenzie, che giustamente prendono la loro fetta per operare una scrematura e offrire lavoratori qualificati disposti a retribuzioni minime. A partire da questa riflessione, mi aspettavo fiducioso che le agenzie del lavoro fossero lì soprattutto per offrire posizioni interne. E invece no, perlomeno non nel mio turno. Oltre al danno, per i partecipanti agli assessment viene riservata anche la beffa di vedersi somministrare test non standardizzati, quindi non validi da un punto di vista psicometrico. Ho fatto ovviamente notare il punto al colloquio individuale con una di queste agenzie, ma a parte un timido dondolio verticale della testa non è rimasto altro. Stessa risposta alla collega Fabiana Lorenzi, che ha posto la questione in pubblico. Siamo entrambi psicologi.

Abbiamo ricevuto diverse mail dallo staff del Campus e dalle aziende coinvolte, in cui si chiedeva di redigere progettini o proposte per le aziende partecipanti o anche per il Campus stesso, come proposte per miglioramenti futuri. Personalmente non ho partecipato. Da una parte perchè di idee particolarmente brillanti non me ne sono venute. Dall'altra perchè avevo difficoltà a vedere un vantaggio nel condividerle. Se un gigante come McDonald's o Peroni raccoglie proposte da decine e decine di Eccellenze, potrà anche offrire due o tre stage ai migliori, ma ha preso molto di più di quanto ha dato. La chiamerei innovazione a costo zero. Per quanto riguarda il Campus invece, do volentieri il mio contributo con questo post e non mi aspetto niente in cambio, anzi tutt'ora mi sento debitore. La medaglia che ho appeso al muro resta una fiamma di speranza e orgoglio per il futuro.

L'aspetto a mio avviso trascurato dagli organizzatori e dai partecipanti stessi è l'interazione delle Eccellenze tra loro, in assenza della mediazione di aziende. Ci siamo scambiati i curriculum e sono rimasto impressionato dalla qualità dei profili: ragazzi giovanissimi bi- o tri-lingui, specializzati nelle aree più disparate del sapere, ricchi di interessi, preparazione e motivazione. Persone brillanti con cui conversare in totale scioltezza di argomenti anche molto complessi. Ebbene io tali soggetti non ce li vedo a lavorare per una multinazionale, piuttosto li vedo a fondare una start-up. E qui entrano in gioco i finanziamenti dell'Unione Europea (esempio). Ci sono anche possibilità offerte da regioni del Sud caratterizzate da forte innovatività, come la Puglia. Per questa segnalazione ringrazio Daniela Dell'Anna. E ringrazio anche Fausto Laterza per aver consigliato l'iscrizione al corso Imprenditori Si Diventa, anche questo gratuito e promosso dal Ministero.

Lo spazio per noi c'è ma è immerso nella nebbia. Una fitta nebbia mista di sfiducia nelle istituzioni, di pessimismo e luogo comune, intrisa dell'allarmismo dei quotidiani. Certo a vedere l'immondizia per le strade di Napoli, l'età media dei Parlamentari e degli Ordinari universitari, i tassi di disoccupazione, si spaventerebbe chiunque. Un timore al quale ci si abitua, ma che può essere risvegliato da piccoli eventi: sono rimasto traumatizzato dal comportamento di una ragazza che prima di andare via dal Campus ha tolto dalla tasca la fede nuziale, giustificandosi: "mi sono sposata da poco, se la indosso durante i colloqui ho meno possibilità di essere presa in considerazione". E su questo dovremmo riflettere tutti, senza ulteriori commenti.

Onestamente non credo che il nostro futuro sia legato ai giganti multinazionali. Davide aveva sicuramente paura, ma è riuscito a farsi rispettare da Golia utilizzando una semplice fionda. La nostra fionda è rappresentata dalle seguenti caratteristiche:

- Gioventù: Motivazione, voglia di riuscire, passione, vitalità e coraggio, valori veri e profondi che non possono essere trascritti in un CV o trasmessi in 5 minuti di colloquio.

- Competenze informatiche: Siamo velocissimi, possiamo evitare le montagne di carta, timbre, firme e controfirme. Abbiamo la padronanza totale dei nuovi media. Possiamo comunicare e offrire servizi al mondo intero, unitamente alla presenza sul territorio locale. Siamo nelle scuole, nelle piazze, nelle pro-loco, nei teatri, nelle palestre, nelle case.

- Multiculturalità: Parliamo tante lingue, non temiamo il confronto con culture diverse e lontane. Abbiamo vissuto all'estero, sappiamo adattarci, siamo Europei oltre che Italiani.

- Multidisciplinarietà: Siamo preparati sui temi più disparati e disponiamo delle tecniche per applicare tali conoscenze. Siamo aggiornati e competitivi.

If you have a goal, and you believe in it, you're gonna achieve it. This is what life is about. It's about becoming who you really are, and who you are meant to be. I think that everybody has a calling on their life. So... what is yours? Will you take risks? Fear of the unknown is the biggest hurdle... it's a game.

In questo non siamo soli. C'è tutto un mondo di persone che lavorano per noi e che ci danno delle piccole spinte per spiccare il volo. Non è un caso se di recente il Ministero della Gioventù ha istituito un portale per facilitare l'ingresso dei giovani nel mondo dell'imprenditoria, o perlomeno per rendere leggermente più comprensibile il burocratese. Ne sapremo approfittare?

Forse.

Anche noi giovani abbiamo delle colpe. Pretendiamo di avere il mondo ai piedi appena conclusa la discussione della tesi. Ci potrebbe essere un piccolo fondo di verità nelle critiche che ci rivolge il mondo del lavoro: siamo viziati, indolenti e svogliati. Iniziative come il Campus servono soprattutto a darci una svegliata, non siamo più negli anni '70. In piena buona fede i nostri genitori hanno alimentato le nostre ambizioni, ma a quanto pare le giornate passate sui libri non rendono come ci saremmo aspettati. O forse dobbiamo capire bene come farle fruttare, prendendo iniziative personali e collettive. Insisto sulla questione imprenditoriale. Nelle prossime edizioni del Campus si potrà tranquillamente togliere spazio alle aziende che non offrono possibilità concrete, in favore di attività in grado di favorire l'interazione tra i giovani. Il tutto stimolando la cooperazione oltre che l'onnipresente competizione.

Un piccolo spunto culturale prima di concludere la recensione al Campus. Faccio notare che il periodo storico che stiamo vivendo è per sua natura (tecnologica) soggetto alla progressiva scomparsa del lavoro, per quanto questo possa sembrare assurdo.

Schematicamente, per tirare le somme:

ASPETTI NEGATIVI:

- Scarso placement. Asserire che il 70% dei partecipanti al Campus trova lavoro entro un anno non è un dato significativo, per tre motivi: 1) 70% di occupazione vuol dire 30% di disoccupazione, il che non è diverso dal tasso di disoccupazione giovanile nazionale. 2) il dato non è confrontato con un gruppo di controllo, quindi ambiguo da un punto di vista prettamente statistico. 3) Se per disperazione si finisce per fare camerieri, telefonisti o cassieri non si rientra qualitativamente in quel 70%.

- Presenza di buona parte delle aziende a puro scopo di marketing (intorno al 40%). Questo è confermato anche dalle statistiche pubblicate dalla edizione precedente del Campus.

- Scarso interesse delle aziende per profili di nicchia, non direttamente collegati alle classiche funzioni aziendali: amministrazione, marketing, risorse umane, produzione, logistica, acquisti e vendite.

ASPETTI POSITIVI:

- L'incontro con le altre Eccellenze per un confronto a 360 gradi. Interazione di professionalità simili o complementari, una base perfetta per stimolare iniziative dal basso, innovazione e creatività. Credo che questa sia stata la grande vittoria del Campus.

- La possibilità di incontrare aziende che siamo abituati a vedere solo negli spot televisivi, capire come funzionano e di cosa necessitano. Comprendere che non si ha spazio in tali organizzazioni è comunque costruttivo, poichè ci si può dedicare ad altro.

- I corsi organizzati dallo staff sulla corretta stesura del CV e su altre tematiche inerenti al lavoro. Un complimento di cuore va proprio allo staff per la logistica impeccabile (materiale informativo, ospitalità, direzione delle attività).

- Opportunità lavorative: diversi ragazzi, quelli in possesso di titolo di studio consono alle richieste delle aziende, sono stati assunti. Sono loro che ci rappresentano nel mondo nel lavoro, quindi auguri e ricordatevi degli amici!

VOTO: 7 e mezzo con ottime prospettive di miglioramento.

Chiunque volesse lasciare la sua traccia su questo sito dispone dei commenti. Se ci sono altre recensioni redatte da partecipanti, sarò lieto di linkarle su opportuna segnalazione. Per chi volesse condividere c'è il pulsante blu in basso a destra. Offre Mark Zuckerberg.

Con il mio più sincero incoraggiamento,

Piero Savastano

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  • raffa 30/01/2014 at 20:35

    ciao anch'io dovrò andare alo campus mentis lunedi 3 febbraio e sono molto molto indecisa!!! chi mi da dritte ??

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  • Pieroit 08/03/2013 at 18:18

    Vai vai, è una bella esperienza in ogni caso non fartela scappare ;)

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    • Anonymous 21/01/2014 at 20:11

      Ragazzi sono un ingegnere delle telecomunicazioni di 29 anni...
      non so se andarci...aiutooo?? non voglio perdere tempo!!!
      Qualche consiglio da chi ne sa qualcosa??
      Grazie

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  • eli 05/02/2013 at 16:05

    ciao! io dovrei andare al campus mentis domani a Bologna ma dopo avere letto le varie recensioni sono molto indecisa.... vale la pena o no?!?! anche perche anche io sono laureata in Psicologia e non vorrei perdere tempo andando anche perche ho altri impegni... grazie mille :D

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  • Maddalena 20/04/2012 at 15:00

    Esperienza pessima e da non ripetere... assolutamente da dimenticare, ho perso solo tempo!

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    • eli 05/02/2013 at 15:59

      raccontami! cosa non ti è piaciuto? perche io dovrei andare domani,,..... grazie

      Maddalena
      Esperienza pessima e da non ripetere… assolutamente da dimenticare, ho perso solo tempo!
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  • Vito 18/04/2012 at 14:06

    Lunedì 23 e martedì 24 sarò al Campus di Pomezia.
    Il mio atteggiamento è questo: una mini vacanza, con tanto sport e ragazzi, finanziata dal Governo che mi riconosce di avere un merito.
    Per il resto, una buona opportunità di farsi conoscere dalle aziende e imparare qualcosa di nuovo.
    Ciaoo....

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    • Maddalena 20/04/2012 at 15:02

      Fai ancora in tempo a salvarti, fidati!!!!!!!

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  • Gianluca 24/03/2012 at 16:57

    Ho ricevuto anche io pochi giorni fa la lettere di ammissione....
    Ci sarai anche tu Anastasia all'incontro di fine Aprile??

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  • Anastasia 09/03/2012 at 19:42

    Molto interessante!Qualche minuto fa ho ricevuto la lettera di ammissione..e a dir la verità ho un pò paura :P ..brrrrrrrr

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  • Tommaso 04/11/2011 at 17:46

    Ciao ragazzi.
    Grazie a tutti Voi per ciò che avete scritto. Mi sono fatto un'idea del Campus Mentis.
    Sto per parteciparvi e Vi chiedo: a circa un anno di distanza, lo consigliereste?
    Vi ringrazio anticipatamente.
    Tommaso

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  • Alfonso 17/05/2011 at 02:59

    Finalmente qualcuno che capisce il vero valore dei giovani di oggi, finalmente qualcuno che crede nelle potenzialità dei giovani e soprattutto qualcuno che spinge questi giovani di oggi, ammaliati dalla ricerca continua di non so che, all'imprenditorialità. E' mai possibile che si pensa solo ad acquisire sempre più titoli per raggiungere la chimera di entrare in una multinazionale? ma vi siete chiesti mai a che pro? Quali sono i vantaggi?
    Purtroppo siamo vittime di una stortura sociale irrecuperabile, the new slaves! con miraggio di andare a vivere nella metropoli e di lavorare per la multinazionale tot... Ragazzi la vita è una sola e nella vita si vive di soddisfazioni.. Io ho partecipato al GVC 1° edizione, e tra le 120 eccellenze incontrate, e credetemi ragazzi davvero bravi, nessuno mi ha parlato di un attività imprenditoriale! Nessuno! E' vero non abbiamo il capitale per investire, il nostro paese non ci sostiene, c'è troppa burocrazia, c'è la criminalità e chi più ne ha più ne metta... ma anche come sogno nel cassetto nessuno mi ha mai detto "vorrei aprire un azienda tutta mia "!! Questa è la vera tragedia.. che i giovani di oggi seguono dei luoghi comuni creati dalle stesse multinazionali per diventare inconsapevolmente schiavi! Ma proviamo!! E' vero, è difficile o quasi utopia cercare oggi di tirare su una piccola attività, ma almeno provare non costa nulla! Ci sono finanziamenti agevolati della comunità europea, che ogni anno soprattutto nelle regioni del mezzogiorno non vengono utilizzati, c'è sviluppo italia, ci sono i POR i PON, l'imprenditoria femminile e altre iniziative che per quanto complicate e poco affidabili siano, potrebbero essere una svolta! E inoltre, volete mettere a paragone la soddisfazione di avere una propria realtà, lavorare per se stessi con tutti i sacrifici che comporta anzicché fare gli schiavi a vita? Purtroppo questa idea, per paure o per totale impotenza non sfiora più neanche l'idea dei giovani di oggi.... ci ritroviamo, magari con tanti titoli, master, stage, lingue e attestati vari a fare le pedina di una multinazionale o qualche altra PMI che sia, e forse qualche nostro coetaneo o conoscente d'infanzia, che non ha studiato adesso, mentre noi siamo ancora alla ricerca di stage o co.co.pro sperando in un tempo indeterminato, loro si trovano davanti alla scelte se assumere una persona o meno nella loro piccola azienda creata anni fa. Noi invece con tutte le nozioni teoriche apprese durante gli studi potremmo fare ben altro, mettere in pratica le nostre ottime capacità acquisite negli anni, ma perché per altri o quanto meno non provare prima a sacrificarsi per se stessi per ottenere una remunerazione, che se andrà bene di gran lunga superiore rispetto a quella di una multinazionale e soprattutto creata da te? perché almeno non provarci?

    spero sia uno stimolo Vi auguro buon lavoro a tutti

    Alfonso

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    • Pieroit 31/05/2011 at 12:18

      Grazie del tuo intervento Alfonso, mi trovi d'accordo al 100%!
      Abbiamo a disposizione nuove conoscenze e forse sarà necessaria una lunga gavetta per acquisire il senso pratico, ma alla fine ce la faremo. Se non altro abbiamo un sogno da realizzare e questo vale già di per sè. Mi piacerebbe tantissimo essere indipendente, anche in modo modesto, ma libero e originale.
      In bocca al lupo amico ;)

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  • carmelitana scalza 17/01/2011 at 01:06
    • Pieroit 18/01/2011 at 22:28

      AHAuahaUAHUA sei fuori!

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  • Davide 13/01/2011 at 15:49

    Hai detto una cosa bellissima. Bella quanto vera: i giovani, al giorno d'oggi, dispongono di qualita' che le generazioni precedenti nemmeno sono in grado di comprendere. Ovviamente con le dovute eccezioni, ma in generale e' proprio cosi'.

    Purtroppo in questo paese le posizioni di potere (politiche ed economiche, funziona allo stesso modo) sono in mano a persone ignoranti. Magari con tre lauree, ma ignoranti. Ho lavorato per 8 anni in una grande azienda che fornisce servizi bancari e assicurativi. C'era una valutazione annuale delle performance, nella quale i giudizi espressi su di me erano sempre piu' che lusinghieri. Dopo alcuni anni nei quali, nonostante tali giudizi, la mia posizione rimaneva totalmente invariata, ho chiesto per quale motivo cio' potesse accadere dato che tante persone sicuramente non piu' valenti di me ottenevano progressioni di cariera rapidissime. Mi e' stato risposto che all'azienda non conveniva promuovere il personale tecnico capace, perche' cosi' facendo tali persone avrebbero dovuto assumere mansioni piu' manageriali e meno tecniche.
    A parte l'evidente cazzata proferita da costui, tale comportamento ha portato le persone che piu' si erano (tecnicamente) distinte a disfarsi anche degli ultimi scampoli di motivazione. E quindi ad andarsene. Io ora mi trovo ad Amsterdam, il mio amico Riccardo lavora per Google a Londra, mentre Valerio avendo moglie e mutuo da pagare ha preferito rimanere in Italia. Certo, non guadagna piu' di prima, ma lavorando in una piccola azienda almeno non viene preso in giro ed e' trattato con piu' rispetto.

    In verita' cio' che accade in Italia, specialmente nel contesto delle grandi aziende, e' l'esatto contrario di quello che sarebbe giusto accadesse: i responsabili non hanno particolari responsabilita' e guadagnano cifre immensamente superiori ai loro sottoposti, soprattutto in forme quali bonus, premi produzione, rimborsi spese. In caso di problemi, il pesce piccolo e' quello che ci rimette, poco importa se il suo valore e' d'eccellenza: in pochi hanno la possibilita', soprattutto in tempi di crisi, di rinunciare ad un posto di lavoro che, seppur non particolarmente remunerato, fornisce una sensazione di stabilita' e sicurezza, e di conseguenza la classe imprenditoriale tende ad approfittarsene: invece di preoccuparsi per il futuro del loro paese, dei propri nipoti, delle loro stesse aziende, si pensa soltanto al piu' immediato tornaconto.

    Frutto di una cultura che io ritengo sbagliata, e sono convinto di avere ragione dato che dopo essere andato a vivere e lavorare in un paese civile vedo le mie condizioni personali decisamente migliorate, e mi muovo in un contesto nel quale si e' consapevoli di vivere in una societa' e non in un videogame nel quale per vincere devi sbranare tutti i presenti.
    Ma d'altra parte fino a che le posizioni di potere saranno in mano ad ignoranti, non potremmo avere una cultura piu' giusta.

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    • Pieroit 18/01/2011 at 22:25

      Più ti leggo e più mi viene voglia di far valigia... e mi cago sotto, lo ammetto.

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  • Giorgia D'Amore 11/01/2011 at 12:43

    Ciao Piero, sottoscrivo ogni tua parola e condivido appieno il pensiero di Luca.
    E' un piacere e un onore avervi conosciuti e poter rimanere in contatto.

    Buona fortuna a tutti

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    • Pieroit 18/01/2011 at 22:25

      Saremo sempre una squadra, perchè abbiamo condiviso (oltre ai pochi insieme) tante esperienze simili. A presto :)

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  • Nicoletta De Stefano 09/01/2011 at 22:25

    Egr. Dottor Savastano,
    ho letto con grande interesse la Sua recensione.
    Colgo l'occasione per ringraziarLa per aver condiviso
    il suo pensiero, come ringrazio ancora Luca Bozzarello.
    Avete reso perfettamente i due punti di vista,
    quello a caldo, deluso, disilluso ed arrabbiato ma non per questo disarmato,
    quello a freddo, lucido, dettagliato, organizzato e pronto a ripartire con un bagaglio di risorse in più rispetto all'ultimo ostacolo affrontato.

    Grazie

    In quest'ottica segnalo
    dei corsi di formazione in partenza a Napoli,
    totalmente gratuiti,
    formazione di base, continua e professionale

    andate sui siti:
    qadra
    intellinform
    wintime

    sono tre agenzie che se ne occupano.

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    • Pieroit 18/01/2011 at 22:24

      Grazie mille per le segnalazioni!
      Un bacio psicoamica ;)

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  • umberto compagnone 09/01/2011 at 20:42

    La frase della ragazza che dice; “mi sono sposata da poco, se la indosso durante i colloqui ho meno possibilità di essere presa in considerazione” e' non GRAVE MA GRAVISSIMA...la'odierna cultura occidentale e' una cultura non sostenibile!

    Hai avuto una buona idea con questa recensione, ma penso che si e' ripetuto quello che gia' tutti sanno da tempo!

    Penso che siamo tutto in una "giungla", dove chi corre piu' veloce e si batte piu' forte sopravvive!

    Mestamente lo dico ma e' cosi!!!

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    • Pieroit 18/01/2011 at 22:23

      Sicuramente c'è una competizione sfrenata, ma non siamo forse noi i veri cavalli di razza?

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  • Maria Romilda 09/01/2011 at 20:15

    Mi congratulo,

    sei stato estremamente chiaro, analitico e razionale. Hai detto le cose esattamente come sono state, sono e potrebbero essere. Condivido molte delle cose che hai scritto, soprattutto quelle relative all'imprenditoria giovanile.

    In bocca al lupo

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    • Pieroit 18/01/2011 at 22:23

      Grazie Maria. In bocca al lupo per i tuoi sogni!

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